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Digital Weekly News: User Generated Content e Marketing Strategy 2020



Questa settimana parliamo di due temi caldi nel mondo digital: affrontiamo il tema degli UGC – User Generated Content – e di come rinnovare le metriche della strategia Marketing per questo 2020.


UGC: cosa sono gli User Generated Content e perché sono così importanti?

Non diciamo nulla di nuovo, anzi probabilmente molti di voi conoscono già gli UGC e li adoperano con successo per la crescita in digitale del brand. Eppure vale la pena rinfrescare non solo le proprie conoscenze su questa neo-nata branca del Digital Maketing, ma anche le strategie da implementare in questo 2020. Il nuovo anno ha portato tante novità nel mondo, e anche quello digitale non è rimasto escluso: l’ascesa di Tik Tok nel regno dei Social Media ad esempio, ha dato una scossa ai suoi competitors che sembravano ormai essersi assopiti sull’onda del successo.



Il successo dilagante di Tik Tok ha messo in evidenza quanto siano importanti gli UGC al giorno d’oggi. Partendo dalla definizione, gli User Generated Content sono i contenuti collegati ad un brand che vengono spontaneamente prodotti dagli utenti. Può essere un commento, un post social o del blog o molto altro ancora, ma ciò che conta è che questi richiamino chiaramente ad un brand. Se prima gli UGC nascevano spontaneamente dalla volontà degli utenti, rendendo delle campagne pubblicitarie virali senza la volontà del brand, al giorno d’oggi la prospettiva si è ribaltata.

Sempre più brand infatti utilizzano gli UGC per la loro strategia di marketing, creando delle campagne ad hoc che spesso sono proprio incentrate su questo tipo di attività social. Per capire meglio la loro importanza, vediamo qualche dato:

- Il 93% dei consumatori trova gli UGC utili per guidarli nella scelta di acquisto

- Per l’86% gli UGC sono indicatori della qualità del brand

- Il 28% degli UGC pubblicati sui canali social ha un ER più alto di quello già stimato in eccesso dalla piattaforma

- I consumatori trovano gli UGC 9.8 volte migliori dei contenuti prodotti dagli influencer stessi

- Gli UGC vengono condivisi il 28% in più dei branded content

Questa settimana vedremo più nello specifico gli UGC, le loro potenzialità e e come creare una campagna incentrata su questa pratica. Per il momento i dati parlano chiari: gli UGC restano un successo anche nel 2020.


Metriche Marketing 2020: come rinnovarsi e migliorare la strategia

Misurare le performance delle attività di Marketing è al cuore del loro successo o fallimento. Perché? Semplicemente perché i dati ci aiutano a capire cosa ha funzionato e cosa no, e ci aiutano a modificare la strategia anche in corsa, così da evitare sprechi di budget o, peggio, epic fails.

Quando analizziamo le performance, di quali metriche dobbiamo tenere conto?

Iniziamo dai Lead, ossia le risposte dei clienti concretamente interessati al marchio. I Lead sono essenziali davvero per qualunque tipologia di attività, brand o servizio, perché ci aiutano ad attrarre i clienti per convertirli con successo. Ci sono tantissimi modi per rendere questa pratica strategica e implementarla in maniera sartoriale sui diversi canali, tra cui social media, email marketing o search adv.


I Lead in sé però non sono un dato sufficiente per misurare il successo di una campagna marketing: se ad un evento rispondono 1000 persone mostrandosi interessate, ciò non vuol dire che tutte e mille parteciperanno. Ecco perché dobbiamo verificare anche i Qualified Lead, ossia i clienti che hanno un engagement maggiore rispetto alla media, e sono potenzialmente più vicini all’ultima parte del funnel, quella dedicata all’acquisto.

Un altro modo per comprendere se la campagna sta avendo successo è misurarne la revenue, ossia il ROMI Return on Marketing Investment – che ci dice se abbiamo speso il nostro budget in maniera virtuosa. Questa modalità di analisi viene utilizzata da sempre nel marketing classico, e oggi viene adoperata anche in quello definito 2.0 che vede coinvolti ad esempio influencer e content creators. Anche le performance di queste attività sono oggi misurabili, e il loro ROMI ci indica immediatamente se vale la pena investire su uno o un altro profilo.


Ad ultimo, un dato che sicuramente va integrato nella nostra strategia è quello che ci indica il tasso di Brand Awareness che la nostra campagna ha generato. Anche qui ci sono tanti modi per scoprirlo: uno di questi è stato lanciato proprio da Facebook negli ultimi anni e si chiama “Recall Lift”, ossia quanto il nome del nostro brand resta impresso nella memoria dell’utente dopo una campagna effettuata in piattaforma. Questo metodo potremmo dire che si distingue dal marketing call tradizionale e si dimostra meno invasivo, anche se i budget da investire sono decisamente fuori dalla portata delle PMI ma si riservano ai marchi più grossi – si stima un investimento minimo di 20K. In ogni caso, Facebook non è l’unico mezzo che ci permette di misurare la BA, quindi possiamo sempre calcolarla con mezzi più economici.


Fonte:

https://www.socialmediatoday.com/news/8-marketing-metrics-to-focus-on-in-2020/579407/

https://www.socialmediatoday.com/news/how-to-beef-up-your-marketing-strategy-with-user-generated-content-infogra/579762/

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