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LinkedIn e B2B Brand: come strutturare un piano efficace in 5 step!



La piattaforma LinkedIn è la regina dei Social Media in ambito di networking lavorativo, con milioni di utenti che ogni giorno si connettono e scambiano idee, annunci di lavoro e spunti creativi. Ecco perchè i brand, soprattutto quelli dedicati al B2B, decidono di investire sulla piattaforma. Anche qui, prima di partire è giusto avere un piano efficace: e allora come fare per rendere le pubblicità efficaci?

Ecco un piano in 5 step per iniziare la propria strategia su LinkedIn.


Partiamo dalle origini

LinkedIn, nato nel “lontano” 2003, si è subito ritagliato uno spazio unico nel suo genere nel panorama delle piattaforme social media (ricordiamo che Facebook nacque un anno dopo, nel 2004). A differenza delle piattaforme già esistenti o nascenti, le quali si concentravano per lo più sulla sfera dello svago e dell’interazione personale tra gli utenti, LinkedIn si è distinta fin da principio auto-proclamandosi canale esclusivo per il “networking lavorativo”.

Viene spontaneo chiedersi il significato del termine “networking lavorativo”. In modo molto semplice i creatori del social, ancora prima di Mark Zuckerberg, capirono che il mondo sarebbe diventato sempre più digitale, e che il mondo del lavoro sarebbe stato uno dei campi principali su cui giocarsi la partita dell’innovazione. Ecco perchè in tempi non sospetti, quando il canale social principale in occidente era MySpace, si creò uno spazio dove fosse possibile creare dei profili lavorativi e delle schede anagrafiche complete di CV.


Una crescita di utenti, un target migliore

Dopo anni dove il network di contatti era ristretto a quelli direttamente ricercati tramite email o barra di ricerca, venne finalmente introdotta la possibilità di interagire in modo semplice tra gli utenti, anche se distanti tra loro: venne introdotta quindi la possibilità di interconnettersi con altri utenti partendo dal grado di connessione con il contatto di origine. Questo ovviamente generò non solo un aumento esponenziale del traffico sulla piattaforma, ma fece aumentare anche il tempo che ogni utente spendeva sulla piattaforma, diventando così più appetibile anche per i brand che volevano dare visibilità al loro business su un’audience con un target più elevato.

Se pensiamo all’utilizzo che ognuno di noi fa nelle piattaforme social più tradizionali come Facebook e Instagram, si comprende immediatamente perchè le aziende B2B preferiscano rivolgersi a LinkedIn per gli investimenti pubblicitari. LinkedIn ha un target più mirato e ricettivo rispetto agli altri: basti pensare che su Facebook, ad esempio, navigano i ragazzi di 15 anni come i pensionati di 70 anni – un’audience decisamente troppo vasta che in molti casi si rivela poco fruttuosa nonostante le restrizioni imposta dal social, che però ha ancora difficoltà a controllare in modo capillare la distribuzione dei contenuti. In questo caso LinkedIn si rivela più preciso – più costoso certo – e in grado di raggiungere in modo più preciso l’audience desiderata che genera maggiori conversioni.

Strategia Step by Step

Una volta compreso che LinkedIn è la piattaforma ideale per la sponsorizzazione del brand, è importante avere ben chiara la strategia da implementare. Vediamo quindi i primi 5 step da seguire per dare il via al proprio brand su questo canale social media.



1. Scegliamo l’audience vicina al brand

Per capire il tipo di sponsorizzazione da fare è importante comprendere l’audience a cui si parla. Questo è molto utile per 2 motivi: a) si adatta la creatività al linguaggio preferito dall’audience; b) si restringe il pubblico per raggiungere solamente quello che è più in target, e che quindi è più facile possa generare conversioni.

2. Tracciamo la mappa del percorso del cliente

La pubblicità sulla piattaforma non è l’unico step da tenere in conto. Bisogna chiedersi invece quale sia l’azione finale che si vuole far compiere all’utente, e quale sia il percorso più semplice e intuitivo per fargliela raggiungere. Spesso infatti si trovano delle sponsorizzazioni che, seppur interessanti dal punto di vista grafico, hanno un percorso per l’action finale troppo complesso, facendo perdere così l’utente che stufo abbandona il percorso e passa oltre.




3. Pianifichiamo i contenuti da pubblicare

Pianificare il calendario dei contenuti è davvero importante perchè serve a dare continuità alla comunicazione, a mostrare che l’attività del brand è continua, e soprattutto che non si tratta di una pagina brand fake.

4. L’Adv è tutto – o quasi

Riprendendo il punto precedente, solo una corretta pianificazione permette di avere successo con le campagne di advertisement, e LinkedIn non è da meno. Mentre il contenuto che abbiamo deciso di sponsorizzare viene mostrato agli utenti del social network, i contenuti con cui popoliamo la pagina del brand aiutano la pagina stessa a crescere attirando followers ogni volta che vi atterrano.

5. E i risultati?

Un altro errore comune di chi sponsorizza i contenuti è che spesso, una volta che la campagna è conclusa, si passa immediatamente a quella successiva trascurando i risultati della precedente. Questo non aiuta a capire né gli errori né i risultati positivi ottenuti, lasciando i creator brancolare ogni volta nel buio. È importante quindi dedicare il tempo giusto ad analizzare i contenuti, magari salvando i dati in un file del server da aggiornare ogni volta, e compararli a fine mese per capire come migliorare il mese successivo.



Seguendo questi pochi step, è possibile avviare già una prima strategia su LinkedIn, la quale combina la parte di advertisement – a pagamento – con quella più organica – o gratuita.

Ovviamente per realizzare una strategia più ampia e complessa è necessario un lavoro più certosino sulla parte di advertising e piano editoriale. Se avessi bisogno di una consulenza o pianificazione i nostri esperti sono a disposizione, non esitare a contattarci.

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