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Micro-Influencer: perché investire in questa attività? E come?



Il mercato degli influencer si conferma anche nel 2020 come tra i più proficui con una crescita costante di investimenti da parte delle piccole e grandi aziende. Nonostante i pronostici negativi, gli influencer continuano a vivere all’interno dei social media, a evolvere la loro attività e a raccontare i prodotti che più si avvicinano alla loro personalità. Tra questi, i micro-influencer si ritagliano oggi una parte fondamentale all’interno dei piani marketing aziendali. Vediamo quindi perché oggi più di ieri è importante investire in campagne che coinvolgono i micro-influencer.

Li danno per morti ogni anno, eppure la loro potenza è in costante crescita: solo nel 2020, il mercato degli influencer arriva a valere fino a 6.6 miliardi di dollari. Non male se pensiamo che solo nel 2017 il valore complessivo si aggirava attorno ai 2 miliardi di dollari, il che conferma una crescita verticale e, di conseguenza, le reali potenzialità di questo mercato.

Negli ultimi anni, però, abbiamo visto un cambiamento all’interno del mercato stesso, con l’assestamento di una fetta al suo interno che oggi si rivela più importante rispetto al passato.


Se i primi anni solamente i grandi influencer, i vip e i famosi content creator (gli youtubers ad esempio) riuscivano a ottenere delle collaborazioni proficue con i brand, oggi la situazione è decisamente mutata. Il mercato dei micro-influencer infatti ha subìto un consistente aumento di investimenti visti i risultati positivi ottenuti: questa categoria di influencer, infatti, ha portato alla luce dei risultati nettamente positivi rispetto a quelli portati dai “cugini” più grandi. I fattori che hanno determinato il successo di questa categoria sono molteplici, vediamo quali.


New VS Old: com’è cambiato il modo di fare Influencer Marketing?

Dalle prime sponsorizzazioni un po’ buttate a caso alle campagne strutturate olistiche. Il mondo degli influencer ha visto in questi anni un mutamento costante dove si è passati da campagne non strutturate, con selezione casuale di influencer o pseudo tali, alle campagne più strutturate con influencer verticali sul tema della campagna e l’analisi approfondita del profilo e degli insight.


Se nei primi tempi gli influencer selezionati erano esclusivamente “macro” – ossia dai 100k followers in su – oggi le regole sono nettamente cambiate. I micro-influencer10k-100k followers – infatti, sono i VIP del momento, ingaggiati nelle campagne anche dai grandi marchi proprio grazie ai risultati portati.


Chi sono i micro-influencer?

Un micro-influencer ha solitamente un ER% del 3%, mentre un macro o VIP non arriva sopra l’1.2%, ma come mai? Ciò accade perché il piccolo influencer ha un rapporto più stretto con la sua fanbase e ci si rapporta direttamente nel quotidiano. Il micro-influencer infatti chiede consigli oltre che a darli, coinvolge i followers negli eventi del quotidiano e racconta in modo più dettagliato la propria vita.

Questo permette di instaurare un rapporto diretto, confidenziale e quasi di amicizia con la propria fanbase. Dove sta quindi la potenza dei micro-influencer? Proprio in questo!

Basta ragionarci su un momento: quando dobbiamo effettuare un acquisto, solitamente chiediamo consiglio ad un parente o a un amico che magari ha già provato il prodotto. Al giorno d’oggi infatti il passaparola continua ad essere uno degli strumenti più potenti per la crescita di un marchio. E se il nostro amico virtuale fosse proprio l’influencer? Considerando vero il suo profilo e la sua storia, perché non dovrebbero esserlo anche i suoi consigli?




Influencer campaign: da dove cominciare?

È vero che per raggiungere un buon livello di copertura social abbiamo bisogno di ingaggiare più influencer rispetto al singolo più grande o addirittura VIP, ma i benefici sono tangibili. Le analisi dei risultati delle campagne che coinvolgono i micro-influencer ci dicono che il ROI generato è fino all’800% più alto rispetto a quello generato dai macro. Da dove partire quindi per strutturare una campagna influencer?


Iniziamo dalle basi, ossia dalla selezione dei profili più adatti alla nostra campagna. Scegliere le persone che possano raccontare il nostro brand è fondamentale perché saranno la nostra voce per un limitato periodo di tempo. Ecco perché dobbiamo fare attenzione a selezionare i profili che siano più in linea anche con il nostro stile di comunicazione, lasciando fuori quelli che anche solamente nel passato hanno commesso degli errori di comunicazione. L’influencer che prende le cose seriamente e considera questo come un mestiere è più premiato rispetto a quello improvvisato, riuscendo a chiudere anche campagne con grossi marchi che premiano la serietà del loro lavoro.

Nella scelta del profilo più adatto, teniamo conto di un altro fattore fondamentale: la veridicità del profilo. Avete mai notato come ogni giorno spuntano decine di nuovi influencer mai sentiti o visti con fanbase da capogiro? Ecco, è il momento di farsi qualche domanda. La compravendita dei followers è infatti uno dei trucchetti più vecchi di questo mestiere, che nei primi anni poteva anche premiare grazie alla mancanza di strumenti di analisi dei dati del profilo. Oggi, però, le regole sono nettamente cambiate e scoprire il vero dal falso influencer è molto semplice e immediato: la piattaforma Socialblade, ad esempio, ci ridà in pochi secondi l’analisi completa del profilo e anche il voto finale, ma non è l’unica.



Negli anni infatti, gli Influencer Specialist hanno avuto sempre più strumenti a disposizione non solo per l’analisi del profilo, ma anche per la gestione vera e propria delle campagne con i micro-influencer – vedi Le Guide Noir tra i tantissimi. Perché non sfruttarli? In questo modo potremo ottenere un elenco di profili veritieri che possano portare risultati ottimali e un ROI monitorato dall’inizio alla fine delle campagne.

Non sai come fare? Contattaci per un progetto influencer da strutturare assieme.

Fonte:

https://influencermarketinghub.com/influencer-marketing-product-gifting/

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